Il clubber è un essere vivente molto vicino alla razza umana. Può essere un presenzialista o semplicemente uno che suda molto.  Per il dizionario è un assiduo frequentatore di club. Che siano techno o hip hop, house o electro. Ci va per divertirsi, per far PR, o per scrivere sui social di esser stato a quella serata di quel dj. Questa settimana ne scopriamo tre belli-da-vedere.

Gregorio “Rockef” Perrucci 

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Chi sei veramente?
Mi chiamo Gregorio “Rockef” Perrucci e vivo a Milano da circa tre anni. Sono un producer a tutto tondo, spazio da e per ogni genere musicale, e nel tempo libero frequento la facoltà di “organizzazione aziendale” presso l’Università degli Studi di Milano. 

Qual è il tuo genere musicale preferito?
Cerco sempre di non etichettarmi in nessun genere musicale, ascolto ogni cosa. Dalla Nona di Beethoven passo tranquillamente a Ni**as in Paris.

Che tipo di clubber sei?
Sono un assiduo frequentatore del Tunnel Club, precisamente de Le Cannibale. Non da meno il Rocket con il suo Akeem of Zamunda o quell’idolo di Mace (RESET!) e la sua combriccola con il RRRIOT in giro per MI. Certo è che non disdegno le mille altre proposte che mi offre il weekend (e non) milanese. 

Mi linki la tua canzone del momento?
Eccola qui. Grazie ragazzi!

 

 Beatrice (Mimì)

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Chi sei veramente?
Sono Beatrice (soprannominata da tutti “Mimì”), 24 anni, vivo in un piccolo paese in provincia di Verona. Laureanda magistrale in Editoria e Giornalismo, nel tempo libero mi occupo della direzione artistica e delle pubbliche relazioni di un locale notturno della mia zona. Come si può intuire, la musica è la mia passione più grande, nonché una delle mie fonti d’ispirazione; sto addirittura scrivendo la mia tesi di laurea su come organizzare e promuovere gli eventi musicali e mi piacerebbe che, una volta terminato il mio percorso di studi, questo diventasse il mio lavoro a tempo pieno.

Che tipo di clubber sei?
Il Club (dallo Space Ibiza al peggior sottoscala di Londra) è il mio ambiente naturale: mi trovo a mio agio solo se sono in prima fila, davanti al dj. Quando vado a ballare, mi piace molto il contatto diretto con l’artista che mette i dischi, adoro scambiare sguardi e sorrisi con chi mi sta facendo divertire e magari fare due parole con lui alla fine della performance; al contrario, detesto gli inutili personaggi che affollano la consolle, più preoccupati a registrarsi su Facebook o farsi le foto con il dj (di cui molto spesso ignorano persino il nome) piuttosto che godersi la festa.

Mi linki la tua canzone del momento?
Se proprio devo indicare la canzone che mi sta facendo impazzire in questo periodo, si tratta sicuramente di: Tiga VS Audion “Fever (KiNK Remix)

Alla posizione #1 dei miei brani preferiti di tutti i tempi, tuttavia, c’è senza dubbio “Shades of Jae” di Moodymann, ballato centinaia di volte, ma mi dà sempre un’emozione diversa!

Claudio detto Claude

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Chi sei veramente?
Sono Claudio, detto Claude perché a Ferrara meno L metti in un nome migliore è il risultato. Ho 27 anni e lavoro dal 2011 come Ingegnere alla Automobili Lamborghini S.p.A.. Vivo in quel di Cento e passo la mia vita in un continua lotta tra due amori inesauribili: le automobili Vs. la musica da sala (chiamarla con un genere tipo house, techno, tech-house e via dicendo non mi pare eticamente corretto). Ormai ho imparato a conviverci e dare il giusto peso alle due cose, anche se a risentirne sono le ore di sonno. Scrivo di musica da circa tre anni, e quello che inizialmente era un gioco mensile da condividere con le persone a me più care si è trasformato qualche mese fa in un blog al quale mi dedico con qualche post, ed una rubrica mensile chiamata Scopala & Scappa. Inutile dire che Antonio Ferrari in tutto questo abbia rappresentato, con il suo Touch & Go di ormai dieci anni fa, un’ispirazione basilare.

Che tipo di clubber sei?
Il clubber inteso come assiduo frequentatore di sale musicali? Se di questo si sta parlando sono quello che compra i biglietti per ascoltare i 2Cellos con 5 mesi di anticipo, quello che a maggio ha già fermato il tavolo al Titilla per il suo compleanno di luglio, quello che quando ci sono Giuliano Palma & The Bluebeaters in zona non se li perde e lo stesso che ogni tanto fa una capatina al Torione di Ferrara per ascoltare un quartetto jazz con i contro cazzi. Il clubber non va definito in funzione di quello che ascolta, ma va visto nello spirito con il quale si appresta a vivere una serata. Non per il pierraggio che ne consegue o per i video da linkare sui propri social network. Non per come si veste alla determinata festa o per il numero di cocktail che beve.. io sono il clubber che è lì per la musica e per lo spettacolo che essa comporta. Sono lì per la capacità delle onde sonore di unire le persone in unica vorticosa e incendiaria danza.

Mi linki la tua canzone del momento? 

Vi consiglio comunque di ascoltare tutto l’album. Il commento è il medesimo della mia rubrica. Ve lo incollo così com’è: Disco rappresentativo in tanti modi di un angolo nascosto della musica da sala.. 10 tracce.. una più figa dell’altra.. tutte completamente diverse e partorite in condizioni particolari.. Disco del mese!!!!!

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