top-dj-discoteche-club-chiusi-londraAvete passato grandi momenti insieme, poco importa delle mezz’ore spese in fila, dei cocktail dall’alcool inversamente proporzionale al prezzo: tutti hanno un club del cuore.
Magari perché era la prima volta che – ancora adolescenti – il vostro apparecchio riusciva a passare il controllo della security, o forse per quella ragazza immagine con cui avevate appuntamento ogni sabato sera (senza che lei lo sapesse, ovviamente).
Sta di fatto che quando una disco chiude, scatta immediato l’effetto saudade, senza contare la noia di trovare un altro posto che rispetti i nostri filtri di ricerca.

Oggi parliamo di Londra: ecco quindi una piccola rassegna dei club della City che non ci sono più (ma che hanno fatto la storia).

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PLASTIC PEOPLE
Di stampo prevalentemente dubstep, il Plastic People ha ospitato nel tempo nomi come James Blake, Theo Parrish e Carl Craig. Sorto nel 2004 a Curtain Road, il club ha chiuso dopo 20 anni di onorata carriera a inizio 2015. Causa della dipartita? La stretta della polizia riguardo a “prevenzione di crimini, disordini e rumori molesti”.

HERBAL
Dieci anni esatti è durata la vita dell’Herbal. Il club era famoso per le serate open mic ma anche per i party drum’n’bass dove Grooverider era di casa, l’ampia offerta delle tre sale comunque non lasciava mai deluso nessuno. Purtroppo, ha perso la sua licenza nel 2009.

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THE END
Fondato da Layo dei Layo & Bushwacka, al The End erano di scena electro, indie rock e disco. Ci hanno suonato un po’ tutti, dai 2manyDJs a Tiga, da Erol Alkan agli Altern-8, ma vogliamo ricordare solo lui, Fatboy Slim, che al The End era resident ai tempi di You’ve Come a Long Way.

CABLE
Chiedersi come ci potessero stare 1300 persone in un locale costruito sotto il London Bridge faceva parte della magia del Cable, locale in prima linea nella scena della City.

VIDEO: LA TUBE PRENDE POSSESSO DEL CABLE

Oggi ricordiamo l’eccellente sistema del suono, le serate organizzate da Chew the Fat e l’orario di chiusura dei Saturday party fissato a mezzogiorno di domenica.
Volete sapere perché ha chiuso nel 2013? Lo spazio serviva alla società di gestione delle metropolitane per allargare e ristrutturare la stazione di London Bridge in Bermondsey Street.

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TURNMILLS
Tall Paul, Chemical Brothers, Paul Van Dyk, Armin Van Buuren e potremmo continuare questa lunga lista di DJ che hanno suonato al Turnmills, ma preferiamo fermarci qui e raccontarvi di un club aperto 24 ore su 24, la cui serata di punta The Gallery continua al Ministry of Sound.
Putroppo non ci si può neanche più scattare un selfie davanti alla porta chiusa: scaduto il contratto d’affitto dell’edificio, il Turnmills ha chiuso nel 2008 e il palazzo è stato demolito per fare spazio a uno più nuovo.

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