Tilt è un nome forte dell’underground milanese. E’ il marchio di un party che negli anni ha ospitato guest come Mr.Oizo, Prodigy, Cassius e molti altri (il prossimo è Boys Noyze il 6 Settembre). Ma soprattutto è l’aka del DJ, promoter e agitatore Alex Tilt. Per un ferragosto bollente abbiamo pensato alla cosa più anti-internet possibile: cioè una playlist di 10 pezzi selezionati – e raccontati uno per uno – dall’anima di Tilt. 

BY ALEX TILT

 NOFX “The Brews”

Urlo generazionale. Corale che unisce i party harders ai guitar heroes. Nella mia mente ci sono le banchine della metropolitana di Milano con le bottiglie di whiskey e cola mentre si andava ai concerti. Nei club ho visto gente esplodere urlando.

Misfits “American Psycho”

Suonare questa canzone vuol dire far crollare qualsivoglia compromesso con la pussy. I kids sfondano il pit anche se fosse suonata in una lavanderia. Le persone hanno bisogno di libertà e di urlarla, specialmente il venerdì sera. Lunga vita al pogo.

The Clash “Police on my back”

È semplicemente bella e disperata un po’ come la mia vita. L’ho ascoltata per 8 ore di fila prima di salire sul palco del Papaya in chiusura ai Justice, l’ho messa dopo un set di 3 ore di hard electro e techno, i ragazzi hanno tirato su il polverone ed il proprietario del club è salito sul palco a stringermi la mano. Strettamente personale.

Nemesi “Per non sentirti più”

Ci sono canzoni scazzatamente serie. L’ironia di questo pezzo ed i suoni HC malinconici che non si sentivano dai tempi dei Sottopressione o degli Skruigners. Questo pezzo è nuovo quando lo metto mi piace vedere le persone che fingono di conoscerne il testo, senza capire che si sta parlando proprio di loro e di quella fottuta voglia di apparire che ci sta dilaniando tutti. Metti like dai.

Alvin Risk “ZOOM!

L’elettronica è un vortice digitale che eleva i nostri sensi dove solo la visione di qualcosa di meraviglioso può arrivare. La terza ripresa di questa canzone è come un abbraccio tra milioni di persone sotto una frana di coriandoli lasciati esplodere con il tritolo. Felicità incommensurata. Paradosso di Easterlin.

Wolfgang Gartner “Shrunken Heads”

Ci apro il mio set nonostante sia vecchia. Rappresenta per me la lunga rincorsa, quella che ogni giorno compio aspettando il momento in cui potrò lanciarmi, l’attesa dei primi 40 secondi si riassume nei nervi tesi sulle braccia alzate delle persone sotto di me. Vorrei sapere cosa aveva davanti agli occhi questo genio contemporaneo quando ha scritto questo pezzo.

Disclosure “You & Me” (Flume Remix)

A volte i remix sono meglio dell’ originale. Questo è il caso, tritare i tempi e trasformare un pezzo house in una ballata che miscela chillwave, trap in un cono emotivo unico. È una gran canzone per chiudere i set o per scopare. Che poi si sa che per un dj è un po’ la stessa cosa.

Metronomy “The Bay” (Erol Alkan remix)

Il basso qui è punk come quello degli Skiantos, ritmica porno che apre danze sensuali in pista anche tra i tamarri più incazzati. Il pit si gonfia di tette rimbalzanti e giuro che anche se hai trivellato con della France-core fino a 4 secondi prima tutti diventano pieno di brillantina e sesso.

Boys Noize “Go Hard”

Siamo negli anni 90 ma 14 anni dopo, un tempo il rave non era una moda ma una fuga, adesso però va così tutto viene svuotato di significato e ne rimane solo qualche oggetto su dei ragazzini svogliati che non hanno più la sana voglia di viaggiare per chiudersi 4 giorni in un capannone. Ora hanno solo le buffalo con le ali. Boys Noize può tutto, anche andare di moda.

Etienne De Crecy “Beatcrush” (Modek remix)

Techno Techno Techno!!! In auto con monsieur de crecy si parlava di cosa fosse la techno e se aveva senso chiamare l’electro col nome di techno. Poi mi ha regalato questo cd di remix. La cassa c’è ma si sale con la melodia che ci leva un po’ dall’imbarazzo della frase “la techno è solo per i drogati “, mentre Gigi D’alessio è per gente che ce la fa, vero?

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