La semifinale di TOP DJ è dedicata ai “dance heroes”. E per l’occasione non potevamo che contattare il King degli eroi della dance italiana per chiedergli un po’ di tutto, a random. Dal suo ultimo singolo per Ultra Records fino al nostro TOP DJ, di cui è un dichiarato fan. E, ça va sans dire, la cosa è reciproca.
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In una frase: qual è la storia di Benny Benassi che racconteresti ad un teenager per spiegare veramente chi sei?

Sono un ragazzo che è cresciuto con una grande passione per la musica dance e che ancora si emoziona quando sente il feeling giusto in un brano.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali di sempre e quali quelli di questo preciso periodo storico?

Direi che Giorgio Moroder abbia influenzato un po’ tutti i dj della mia eta’ insieme ai Krafterwerk. Mi piacevano anche Human League, successivamente la musica house dei primi anni 90 e poi i Daft Punk. Oggi mi affascina Deadmau5 quando non si perde in sentenze su questo e su quello ma pensa alla musica,  lui è incredibile, riesce sempre a stupirmi, poi mi piacciono una valanga di nuovi artisti: da Audien a Deorro, da Zedd a Dillon Francis fino Skrillex o Calvin Harris che trovo sempre molto credibile in tutto quello che fa.

Ti è mai capitato nel corso della tua carriera di non essere in sintonia con il gusto del tuo pubblico?

Penso che sia capitato a tutti, difficile accontentare tutta la pista, oppure tutti quelli che sono venuti ai miei dj set, cerco sempre di fare un percorso con i miei fans, ma giustamente c’è sempre qualcuno che preferisce stare al Bar e magari cercare altro.

Quanto usi i social e che importanza gli dai?

Cerco di usarli molto, dandogli tutta l’importanza che hanno. mi sento ovviamente un po’ limitato sopratutto per l’uso della lingua  sai un conto è cercare di scrivere in inglese, un conto e conoscere tutti gli slang e pensare nella tua lingua, un po’ quello che succede quando si cerca di scrivere canzoni in una lingua che non è la tua, rischi di essere frainteso alle volte anche un po’ preso in giro.

Quali caratteristiche deve avere secondo te un TOP DJ?

Non saprei, nel senso che non ci sono delle regole precise: deve avere qualcosa di magico che è difficile da descrivere, deve essere intelligente, molto generoso, deve saper lavorare in team, capire le situazioni un po’ prima che succedano, non essere invidioso mai, avere passione per la musica dance e in generale per la musica, avere apertura mentale verso tutti i generi musicali, deve fare attenzione ai pericoli che questa società ci riserva specialmente di notte, saper comunicare in modo naturale le sue passioni, non deve suonarsi di sostanze illegali e avere massimo rispetto dei suoi fans che siano 10,000 o 1 milione. Insomma deve essere cool, non so se mi avete capito, cool in tutti i sensi. Un po’ come nel mondo dello sport e delle competizioni sportive.

“Sono dispiaciuto per The Lumberjack, è stato eliminato nella puntata dedicata agli anni 90 e lui è nato nel 93. Secondo me ha fatto un bellissimo set.
Mi è piaciuto molto!”

Quali sono secondo te – e oltre te – i TOP DJ italiani da considerare come tali?

Questa è una bella domanda che potrebbe mettermi in imbarazzo e in situazioni poco simpatiche. (ride, ndr)

Ok, skippiamo  So che segui TOP DJ, nonostante i tuoi impegni: cosa ne pensi?

Devo essere sincero: mi piace! All’inizio pensavo fosse difficile portare questo nostro strano mondo in tv, perché credo che la televisione abbia bisogno di tempi diversi e un dj vada ascoltato e riascoltato per capire bene cosa ha in testa, però è stato fatto un bellissimo lavoro. Mi piace il programma e mi piace  il taglio che i giudici hanno dato c’e rispetto e cultura anche per il lato umano dei ragazzi che si presentano. Sono dispiaciuto per The Lumberjack, è stato eliminato nella puntata dedicata agli anni 90 lui è nato nel 93 e secondo me ha fatto un bellissimo set che mi è piaciuto molto, miscelando brani di cui non poteva conoscere la provenienza e neanche come erano stati categorizzati. Io in generale tendo a non categorizzare e amo i dj eclettici. 

Ora che la figura del DJ è cambiata ed è considerata al pari delle popstar, sempre sotto ai riflettori e non più nascosto nell’angolo più buio delle discoteche, quanto conta secondo te la presenza scenica e l’immagine?

Quella conta sempre quando sei a contatto con il pubblico per me, anche se non credo sia essenziale, credo che sia un mix di tutte le cose che ti ho detto prima. Tiësto però è un bell’ uomo!! (ride, ndr)

Quanto è importante per un DJ essere anche un brand?

Credo che sia un percorso, c’è un momento in cui probabilmente il tuo nome diventa molto conosciuto e allora puoi pensare di fare un tuo brand, ma è un discorso complicato, credo che abbia senso se il brand rimane in un ambito musicale, non mi metterei mai le scarpe marcate Guetta per andare a correre, oppure una cravatta con la foto di Tiësto, ma ho comprato la cuffia Beats by Dr.Dre perché suona bene.

“Satisfaction” è una hit suonata ancora oggi in tutto il mondo, come hai superato la pressione di doverne fare un’altra altrettanto famosa?

Non facendola (ride). A parte gli scherzi non ci ho pensato, anzi sia io che Alle il mio socio e musicista abbiamo cercato di non pensarci, cerchiamo di fare quello che ci piace nella speranza che qualcosa poi faccia crossover e magari riesca ad avere l’attenzione anche delle radio. “Satisfaction” era principalmente un brano dance fatto per far ballare, divertire e divertirci.

“In Italia siamo sempre stati dei discotecari, sin dalla fine degli anni 70”

Sei considerato una vera e propria star più all’estero che in Italia, perché secondo te?

Credo sia perché l’Italia in molte cose e’ esterofila in tutti i campi: la mia compagna fa la farmacista e ancora si sente dire: “ho visto una medicina americana che fa miracoli”. Tendiamo ad essere sempre attratti da quello che succede negli altri paesi, in realtà’ credo che per una serie di coincidenze la mia storia sia iniziata in altri paesi che erano più ricettivi ad un fenomeno per loro nuovo: tutto qui. Noi in Italia siamo sempre stati dei discotecari, sin dalla fine degli anni 70, gli americani forse meno ed avevano bisogno di stimoli e suoni diversi, credo di essere arrivato al momento giusto.

Dal tuo punto di vista cosa sta accadendo di bello nel mondo dance negli ultimi anni?

Sta succedendo tutto “di bello”, la musica è sempre in evoluzione la tecnologia anche, tantissimi ragazzi producono e si affacciano a questo mondo in modo attento e professionale, artisti pop che lavorano con dj, addirittura i Coldplay che scrivono un disco con Avicii. Per me e’ tutto bellissimo e gira un’energia incredibile.

E cosa invece è meno bello di quest’ultima ondata dance?

Credo che bisognerebbe cercare di differenziarsi un po’ dagli altri e cercare una propria strada, la tecnologia offre tantissimo e forse alcune volte aiuta a far si che sia tutto un po’ uguale, non dico che non vada bene, anzi l’80% forse 90% delle tracce che ricevo ad esempio potrebbero andare direttamente nel mio dj set e funzionare sulla pista di qualsiasi club e in qualsiasi festival, ma credo che occorra cercare di trasformare le tracce club sempre più in canzoni per avere anche l’attenzione delle radio e far in modo che tutto non si limiti a cassa e basso, che detto da me fa’ ridere lo so. Occorre un setaccio più fine anche da parte delle case discografiche , gli artisti dovrebbero uscire con i dischi solo quando sono veramente contenti del risultato, cercare di fare 100 provini per trovare 10 canzoni buone, penso questo.

“addirittura i Coldplay che scrivono un disco con Avicii.
Per me é tutto bellissimo e gira un’energia incredibile”

Hai collaborato e collabori tutt’ora con i più grandi della musica internazionale, producendo hit mondiali, chi manca all’appello dalla tua wishlist personale?

Non saprei, son desideri. Forse Pharell e Kanye West!

Qual è la vera grande differenza tra la club culture italiana e quella del resto del mondo?

Noi alle volte ci facciamo un sacco di paranoie inutili spesso a discapito del divertimento fine a se stesso, cerchiamo la cultura a tutti i costi anche in un genere musicale che si chiama dance, forse basterebbe abbassare alcune barriere alzare le mani e divertirsi come fanno negli altri paesi.

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