I Kraftwerk sono sempre stati molto riservati  a proposito della strumentazione utilizzata durante le proprie performance. Eppure c’è chi crede di aver scoperto come fanno ciò che fanno grazie a un video.  E chi addirittura sostiene che in realtà controllino email durante i loro live. Sarà mica vero?

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C’è sempre stata un’aura di (seducente) mistero intorno ai Kraftwerk. I quattro tedeschi di Düsseldorf sono dopotutto i simulacri per eccellenza della musica elettronica. Perché diciamolo, se non passate ore ad ascoltare Stockhausen, o chessò, Xenakis(e ne dubito), per voi i pionieri sono stati loro, Cage e Roxy Music.

E no, la musica non è magia oscura. Né noiosa come un software pre-impostato. Perché non tutti i dj, musicisti o performer che osservi – aldilà del loro computer -stanno controllando le email. Né spippolando casualmente i feader o le manopole di qualche aggeggio infernale in un rituale studiato su qualche libro oscuro (nel significato, intendo). 

Quelle luci psichedeliche che tanto ti fanno viaggiare non sono lì per caso e i visual (si spera) non sono fatti con see.hear.party (che per un party a casa rimane comunque fighissimo).

E tu questo lo sai benissimo.

E noi sappiamo benissimo che hai cercato anche tu di essere i nuovi Kraftwerk. Che anche tu hai cercato in lungo e largo per l’internet più infrattato la chiave del successo e anche solo qualche consiglio sulla strumentazione.

Il punto è che quando poi li vedi, i Kraftwerk, non pensi neppure “guarda come e con che aggeggi stanno suonando”. Li ascolti e credi che tutto sia autogenerato, propagato da un’aura di saggezza musicale e autorevolezza. Perché quando si iconizza un produttore, un musicista, è così: gli si regala quel beneficio del dubbio degno di un dogma anche se al tempo stesso si muore dalla voglia di sapere “come fa quel che fa”.

Poi, una volta tornato a casa, la tua ricerca disperata continua. Guardi sul sito: un freddo elenco di macchine – Microsoft Surface Pro, Novation ZeroSL MKII, Midiman Oxygen, Numark Orbit, Computer Keyboard, trackball, custom controller, Apple iPad, Native Instruments Maschine, Doepfer R2M, Steinberg CMC-AI, KeySonic KSK-6001UELX, Blackmagic Design SmartView HD, Blackmagic Design SmartView Duo, Contour ShuttlePro, Keith McMillen QuNeo, trackball, Powerplant – non dice abbastanza.

Così prima di rinunciare del tutto alle tue velleità decidi di guardarli un’altra volta su youtube, trovi un video girato dalla balconata all’Amsterdam Paradiso 2015 e… niente, anche se vedi gli strumenti la magia continua lo stesso (e controllare le email è solo una capacità in più dei fantastici quattro).

Tutti coloro che – nonostante la magia – rimassero cinicamente concentrati sulle qualità tecniche dell’apparecchiatura utilizzata, potranno comunque notare (tra tutto) come: Ralf sia intento a suonare un Creamware Minimax, ASB Digital Synthesizer, Schmitz sia invece addetto ad un Numark Orbit controller con accelerometro e ad un Novation Remote SL Mk2 Zero, come Fritz sia ai comandi di una NI Maschine (utilizzata come controller e pad per lanciare i sample) e di un Doepfer R2M ribbon controller. E come infine Falk si occupi dei visual e di controllare gli account social della band (si scherza, eh!).

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