Scopri il meglio della tecnologia con Alfa Romeo. La terza puntata di TOP DJ è dedicata agli anni 70 e 80 e quindi abbiamo pensato di fare un back in the days: siamo a New York in uno storico luogo di party e sperimentazione e il mood è “dance graffiti”.

top-dj-the-loft-mancuso-newyork-70-80 (questo era il The Loft a New York, luogo di party e sperimentazioni. Altro non era che la casa di David Mancuso)

Mentre un Brian Eno appena ventenne spippolava per la prima volta in Inghilterra con il suo Moog, dall’altro lato dell’oceano, a New York, negli anni ’70, tutto quello che potevi desiderare era essere invitato al The Loft di David Mancuso, il primo club dance privato mai aperto sulla faccia della terra. Il locale – ricavato dall’appartamento di Mancuso stesso – conteneva al massimo 300 persone, aveva una rigorosissima selezione all’ingresso ed era frequentato dai primi dj della storia tra cui Frankie Knuckles, Francois Kevorkian e Tony Humphries. La selecta musicale delle serate al Loft, chiamate “Love Saves The Day”, era molto variegata, i ritmi hip-hop e blues infatti lasciavano ampio spazio alle sperimentazioni disco, hit che avrebbero di lì a poco scaldato anche la pista dello Studio54 e del Paradise. Eccone 5.

BEE GEES – You Should Be Dancing (1976)

Chiamati anche i Beatles della musica disco, i Bee Gees furono gli unici fratelli della storia americana ad avere 5 canzoni nella Top Ten dei dischi più ascoltati per quattro settimane consecutive. You Should Be Dancing, contenuta in Children Of The World, fu la canzone che li consacrò come re indiscussi della disco, tanto da far muovere anche le anche a John Travolta ne La febbre del sabato sera.

 DONNA SUMMER & GIORGIO MORODER – I Feel Love (1977)

La prima volta che  Brian Eno sentì questa canzone disse che avrebbe cambiato la storia della musica per almeno 15 anni, e come dargli torto, perché quando il padre dell’italo-disco – my name is Giorgio Moroder – e una delle più sexy cantautrici statunitensi – Donna Summer – si incontrano non ci si può che aspettare una canzone come I Feel Love, una hit che che finisce direttamente senza passare dal via nelle 500 Greatest Songs of All Time di Rolling Stone.

KRAFTWERK – Robots (1978)

Per dirla con grande semplicità, senza di loro non ci sarebbe stata l’house, l’ambient e l’electro. La band tedesca vanta infatti il primato di aver brevettato (e utilizzato ovviamente nei propri brani) percussioni a pads, di aver influenzato ogni genere musicale dall’hip-hop alla techno, di aver mescolato un romanticismo mitteleuropeo con l’avanguardia più pura. Robots è il singolo perfetto per rappresentarli, in tutta la loro esaltazione futuristica.

EURORYTHMICS – Sweet Dreams (1983)

Forse il gruppo synth pop per eccellenza, deve la sua fortuna al successo anni ’80 Sweet Dreams di cui tutti noi non solo sappiamo riprodurre la sequenza iniziale di bassi sintetizzati, ma conosciamo anche l’intero testo. Il volto di Annie Lennox con capelli a spazzola rossa e sguardo da dominatrice è indelebile, così come è indelebile questa hit dalla scaletta del gruppo che esegue la canzone tutte le volte dal 1982.

BALTIMORA – Tarzan Boy (1985)

Italo-irlandesi, i Baltimora (McShane e Bassi) sono il caso più eclatante di gruppo one hit wonder. La loro canzone, “Tarzan Boy”, che ripete ossessivamente “oh oh oh ohohoho oooooooooooooooooh” si è posizionata per circa 6 mesi nelle classifiche statunitensi diventando non solo uno dei più grandi tormentoni di un decennio, ma anche un vero e proprio inno degli anni ’80.

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