“La musica è un media di silenzio e suono.
Qui si indaga come la musica possa essere creata avendo solo il silenzio e pensando il suono con l’immaginazione”

Con queste parole cominciava il video di “Sleep Sound”, nato dal suono di Jamie XX e dalla visione di Sofia Mattioli. In quell’occasione il produttore inglese aveva chiesto all’artista italo-sudafricana di elaborare delle immagini attorno ai suoni e ai silenzi della sua musica. Questa volta, però, è stata Sofia Mattioli a prendere l’iniziativa decidendo di invertire i ruoli: è così che nasce “Continuum”.

Perché nasce un video musicale? Nasce per accompagnare ritmicamente una traccia? Per dipingerci sopra un qualsivoglia impianto narrativo? Nasce perché “cavolo, su youtube la copertina dell’Ep è tristissima“?  O perché “il sentimento, caro, vedi, il sentimento lo devi guardare negli occhi!“? Ma soprattutto nasce prima il suono o l’immagine?

Probabilmente quelli sopra rimarranno tutti interrogativi irrisolti, un po’ come la vita, la morte, l’uovo, la gallina e i servizi di Adam Kadmon.

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Dunque invece di perderci in queste astrazioni, vi proporrei di fare un gioco: perché non liberare la mente e aprire gli occhi?

Sofia Mattioli – in collaborazione con Rebecca Salvadori – ha pensato un filmato, l’ha girato col suo iphone ed ha chiesto a Jamie XX  e ad altri tre affascinanti produttori di dipingerci sopra una storia… sonora. Guardate il video sotto (che vi consiglio di tenere inizialmente in mute) e lasciate che il silenzio racconti il suono che volete narrare.

Solo dopo, potrete ascoltare, anzi, guardare ciò che Jamie XX,  Four Tet, John Talbot e Koreless avevano da dirvi. Che ne dite?
Potete fare tutto ciò ad alta voce, con oggetti vari o anche bisbigliando. Decidete voi.

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