Quando pensate al sound elettronico degli anni ’90 cosa vi viene in mente? I Chemical Brothers? Plastikman? Aphex Twin? Oppure il suono della connessione 56k che vi ha accompagnato nelle lunghe attese dinnanzi al monitor del vostro vecchio pc? 

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Quell’ipnotico stridore è storia. E in un certo senso anche parte della vita di chi è nato prima dei duemila. E, tra questi, di Brendan Chilcutt. Questo creativo geek ( che in realtà altri non è che un avatar creato dai tre studenti universitari Phil Hadad, Marybeth Ledesma and Greg Elwood) è un industrioso amante di suoni vintage che nel 2012 ha deciso di preservare il suono prodotto dalle più famose tecnologie e strumenti elettronici del celebre decennio. Il progetto è quindi una “fonoteca virtuale” ma anche un manifesto, una dichiarazione d’amore noise e non solo:

“Imagine a world where we never again hear the symphonic startup of a Windows 95 machine. Imagine generations of children unacquainted with the chattering of angels lodged deep within the recesses of an old cathode ray tube TV. And when the entire world has adopted devices with sleek, silent touch interfaces, where will we turn for the sound of fingers striking qwerty keypads? Tell me that. And tell me: who will play my Game Boy when I’m gone?”

The Museum Of Endangered Sounds” è ancora in fase di sviluppo, ma già vi si possono trovare al suo interno suoni iconici come la suoneria del Nokia, il jingle di start up di Windows 95 e il “rumore” del rewind del vecchio mangianastri. Chi ha detto che la soundtrack di Tetris non possa competere con le più elaborate e orecchiabili composizioni?

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